Analysis Workflow
Gli step da analizzare:
L’acqua di processo
Quando si apre il rubinetto la mattina, si utilizza acqua che si arricchisce di solidi sospesi. E’ quindi necessario analizzare la tipologia e le dimensioni del materiale lavorato, con quali macchinari vengono effettuate le lavorazioni (velocità di avanzamento orizzontale, verticale, spessore di dischi, fili, lame) e si ottiene un primo valore fondamentale: quanti sedimenti sono presenti per ogni metro cubo di acqua in circolo ovvero la concentrazione di solidi sospesi.
Le canalizzazioni di raccolta
La dimensione, la lunghezza, la forma e la pendenza delle tubazioni/canaline a pavimento che raccolgono l’acqua di processo non sono affatto secondarie, perché fare defluire correttamente il refluo evita accumuli di fango e manutenzioni impreviste.
La vasca raccolta acque reflue
Nodo cruciale del circuito: la vasca interrata ideale è circolare e con fondo conico a corretta inclinazione (45-60%). Questa forma permette alla pompa sommersa immersa nella vasca di raccogliere al meglio l’acqua di risulta e impedisce accumuli di fango. La vasca è anche il “polmone” del sistema, deve avere capacità adeguata alla massa di acqua presente in tutto il circuito di fabbrica.
L’impianto di trattamento a chiariflocculazione
La dimensione del silo / dei silos è tarata per singolo caso, in base ai dati raccolti al punto 1) ed è frutto di studi sulla velocità ascensionale dell’acqua, sul tempo di reazione (hydraulic detention time), e sulla corretta quantità e tipologia di additivi (coagulante e flocculante) necessari a raggiungere il miglior risultato.
I coadiuvanti della sedimentazione: coagulante e flocculante
Con una collaborazione maturata in oltre 30 anni, abbiamo sviluppato direttamente sul campo un range di prodotti che non intaccano l’acciaio delle macchine e degli utensili e ottimizzano la naturale sedimentazione. Ogni tipo di solido sospeso, che sia pietra sintetica, ceramica o terreni ortofrutticoli, ha un prodotto dedicato.
La gestione dei fanghi – sacchi filtranti o filtropressa
Il fango sedimentato ed estratto dall’acqua di processo viene gestito in due modalità alternative: con sacchi filtranti, semplici, a basso costo e manutenzione zero, oppure con sistema filtropressa, necessario quando la quantità di solidi sospesi è superiore a 0.25mc/giorno di fango residuo. I nostri impianti si integrano con entrambe le soluzioni in maniera equivalente, ma è solo la reale produzione di fango del cliente che ne determina la scelta.
Il gruppo pompe di rilancio acqua riciclata
Le nostre macchine hanno questa componente di serie, non come optional, ed il motivo è semplice: si tratta della parte più delicata del sistema, e quella potenzialmente più soggetta a rotture. Perciò di prassi viene fornito un gruppo pompe con due pompe centrifughe uguali, di cui una sola è normalmente in servizio, seguendo il principio di ridondanza. In caso di manutenzione straordinaria o guasto imprevisto, la pompa in funzione può essere disattivata e attivata la seconda, garantendo piena continuità operativa dell’impianto. Il funzionamento delle pompe è regolato da inverter a elevata efficienza energetica, mentre la presenza di un filtro a Y in linea assicura la protezione delle giranti da impurità, contribuendo ad aumentare sensibilmente la vita utile del gruppo pompe.
La linea idraulica di acqua riciclata
Una linea di mandata, dall’impianto alla produzione, con dimensione inadeguata, compromette il corretto funzionamento del sistema. Questa deve essere proporzionata al flusso, alla pressione e alla distanza a cui si deve fare arrivare l’acqua nello stabilimento. Il nostro studio tecnico si avvale di un software di dimensionamento ad hoc, affinché tutta la produzione del cliente sia approvvigionata correttamente.
Quando si lavora, l’impianto di depurazione deve essere una risorsa, non un problema: se non c’è acqua, non c’è produzione.